IL GRANDE CORTILE 2016 – 2017

IL GRANDE CORTILE 2016 – 2017

Stiamo attraversando un momento di straordinaria creatività, dentro e fuori la Valle di Susa, paragonabile – forse – solo al 2005. Crediamo che questo sia dovuto al sommarsi di tanti eventi dirimenti - dalla difesa della Carta (a proposito, ma è proprio la stessa per noi e per il procuratore della Repubblica di Torino?...) - a una nuova e finalmente assai più ampia consapevolezza della inconciliabilità tra finanziamento di Grandi Opere e difesa del territorio. Una consapevolezza che la drammatizzazione del NO alle Olimpiadi di Roma2 024, scelta dai cronisti della “Calcestruzzi-Editori Riuniti” ha reso paradossalmente ancor più chiara: perché è legittimo sospettare che il gran rifiuto di Virginia Raggi sia stato vissuto non solo come lo sfuggire di mano di una entrata già messa a bilancio dalla “lobby del mattone”, ma come il possibile avvio di un effetto domino perché saremo presto chiamati a scegliere se gettare le sempre più magre risorse nel calcestruzzo di pochi o nella messa in sicurezza di tutti.

Per questo forse sono usciti, escono e usciranno tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, tanti nuovi libri. Libri su di noi – il movimento No Tav - e attorno a noi: perché - che ci piaccia o no - continuiamo ad essere individuati come luogo e genti- come luogo e genti ab di quest'tra la messa in sicurewzza lobby dei proponenti, ma simbolo dello scenario decisivo cui abbiamo accennato . Simbolo positivo evidentemente per i più (eversivo per i pochi, ma potenti che si vedono per la prima volta sfuggire concretamente di mano il malloppo. (Di più: che – ripetiamo – temono comprensibilmente che a sfuggire possa essere il meccanismo stesso che sin qui li ha garantiti questi utili bulimici).

E quindi nella stagione del Grande Cortile che ci accingiamo ad avviare presenteremo - come sempre - molti di questi libri ma vogliamo anche dare vita a uno o due eventi che si rivelino all’altezza della sfida. Sfida che non abbiamo mai pensato di poter vincere da soli. Come non ci stanchiamo di ricordare abbiamo scelto il nome Grande Cortile proprio per rispondere a chi aveva riconosciuto come eccezionale la grande mobilitazione del 2005, ma tentava di rinchiuderci in uno spazio delimitato, in una riserva indiana come fin dalla prime manifestazioni di un quarto di secolo fa pareva a “lor signori” di poterci confinare; connotando la nostra protesta come localista, miope, egoistica tentando di liquidarci con l’infamante acronimo nimby, non nel mio cortile, appunto.

Non ci sono riusciti allora, non ci riusciranno oggi, quando l’esasperazione della repressione sta portando chi di noi è più coraggioso e intransigente a forme di DISOBBEDIENZA CIVILE estreme che riconducono l’orologio della politica indietro di qualche era geologica!

Per reggere avremmo forse bisogno di EVENTI PROFETICI, ma i tempi non sono quelli più felici per un confronto di uomini e profeti, (se ci è consentito prendere in prestito il titolo di una straordinaria trasmissione che resiste – forse perché considerata di nicchia persino nella rai epoca bignardi… ) Ma è a qualcosa del genere che stiamo pensando consapevoli della rischio di creare aspettative cui potremmo non essere in grado di dare seguito. Ma vi promettiamo che ci proveremo.

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Dopo il consueto contributo di idee, di lavoro e di contatti per l’organizzazione dell’ormai consolidato premio letterario “La romanza del riccio” giunto alla 3^ edizione e la cui premiazione è in programma venerdì 7 ottobre dalle ore 18 presso la Cascina Roland di Villar Focchiardo ecco

DI SEGUITO LE PRIME INIZIATIVE IN CALENDARIO

Bussoleno

Sala Consiliare, Venerdì 21 ottobre, ore 21

Mario Cavargna

Presentazione del primo volume (1990-2008) del libro

NO TAV, cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni

edizioni Intra Moenia

Con la partecipazione di Alberto Perino che ha collaborato all’impresa

Sarà anche l’occasione per ricordare Emilio Tornior che ha appena donato al centro Domenico Sereno Regis la raccolta completa di 20 anni di articoli di giornale sul Tav! Una raccolta su cui il Controsservatorio Valsusa sta studiando come si potranno facilitare le ricerche sull'archivio cartaceo consultabile presso il centro, ad esempio rendendo disponibile un indice digitalizzato.

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Condove

Biblioteca Comunale, Venerdì 28 ottobre, ore 21

Incontro con Lorenzo Barbera

Presentazione del libro

"i ministri dal cielo, i contadini raccontano"

edizioni Duepunti

e con Nuccia Tasca

autrice del libro

Con passo leggero”

edizioni I Quaderni del Battello ebbro

L’incontro è reso possibile dall’invito in Piemonte del Centro Domenico Sereno Regis, del Servas (associazione di mutua ospitalità internazionale) e in collaborazione col Gruppo Pace, e con i Cattolici per la Vita della Valle:

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Villarbasse

presidio No Tav, Sabato 29 ottobre, dalle 14,30 alle 18

Incontro con

Lorenzo Barbera e Nuccia Tasca

all'interno dello spazio “resistenza per tutti - percorsi di lotta popolare nonviolenta”.

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Bussoleno

polivalente comunale (“PalaNoTav”), Sabato 5 novembre, ore 21

WuMing 1

Prima presentazione assoluta del libro

“un viaggio che non promettiamo breve”

Einaudi Editore

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Rivalta

Centro Incontri Il Mulino, via Balegno 2, Domenica 6 novembre, ore 17

WuMing 1

presentazione del libro

“un viaggio che non promettiamo breve”

Einaudi Editore

A cura del Comitato Notav Val Sangone/Collina Morenica

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S.Ambrogio

Sala Con.re, Venerdì 11 novembre ore 21

Marco Aime

Presentazione del libro

Fuori dal tunnel. Viaggio antropologico in val di Susa

Editore Meltemi, Milano

ne discute con Anna Avidano, antropologa

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Domenica 13 novembre ore 16


Bussoleno, Salone don Bunino


Incontro con Luigi De Magistris

Sindaco di Napoli, già magistrato ed europarlamentare


Emergenze nei territori italiani

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Bussoleno

Salone Don Bunino, Lunedì 14 novembre, ore 18

Tomaso Montanari,

e

Livio Pepino

L’importanza di salvare la Costituzione

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Martedi 29 novembre ore 21


Condove cinema Comunale


Incontro con Goffredo Fofi,


e con Andrea de Benedetti ed Enzo Ferrara

Resistere, Disobbedire, Testimoniare, Fare rete.


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Condove

Biblioteca Comunale, Venerdi 27 Gennaio 2017 ore 21

incontro con Alessandro Santoro- fondatore della comunità cristiana di base Le Piagge di Firenze

In collaborazione con i cattolici per la vita della valle

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HANNO DATO LA LORO DISPONIBILITA’ PER ALTRI INCONTRI:

Matthias Canapini.

Protagonista di un viaggio dalle Alpi alla Grande Muraglia

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Moni Ovadia

Perché No?

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Gianni Tamino, con Sergio Simonazzi

Dibattito attorno al libro

Bioetica, Informazione scientifica, agricoltura, decisione politica

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Sabato 12/10/2013

Sant’Ambrogio sala comunale ore 21
C'é lavoro e lavoro. Appalti e lavoro. 
Il lavoro è ancora un diritto?
Giulietto Chiesa e Vauro
Augusto Crespi, ex dipendente di Tav Spa










Giulietto Chiesa e Vauro Senesi col Presidente della Comunità Montana Sandro Plano



Qui di seguito un commento di Giorgio Cattaneo (da http://www.libreidee.org/)

«Io credo che questa lotta si vincerà, perché saranno sempre meno gli spettatori e sempre di più i partecipanti». Vauro Senesi, il mattatore satirico accanto a Santoro negli studi televisivi di “Servizio Pubblico”, crede nel successo della battaglia civile della valle di Susa contro l’inutile ecomostro Torino-Lione. «Per me avete già vinto, sul piano morale e anche su quello politico – aggiunge Giulietto Chiesa, con Vauro in val Susa il 12 ottobre – dal momento che la Francia ha rinviato il capitolo Tav al 2030», cioè in un futuro remotissimo e improbabile. «Fondamentale, però – dice Vauro – evitare si lasciarsi rinchiudere nel recinto militarizzato dello scontro: è esattamente quello che vogliono certi apparati dello Stato, per localizzare una protesta che invece è ormai diventata nazionale, grazie all’abilità dei valsusini». Lo diceva il generale Giap, l’eroe vietnamita che riuscì a battere sia i francesi che gli americani: «In un piccolo campo di battaglia, un piccolo esercito non ha scampo. Per vincere, deve uscire dal recinto e dare battaglia su un campo grande».







Convinzioni serissime, quelle di Vauro, dispensate in mezz’ora di comicità intensa, a tratti irresistibile, giusto per scacciare il clima di cupezza che la repressione fa gravare sulla valle “ribelle”. Sulla questione No-Tav, Vauro dichiara di esser stato “illuminato” da un politico. Fassino? «Ma no, Fassino non illumina neanche se gli dai fuoco!». A “illuminare” Vauro è stato «questo astro nascente dellapolitica italiana: Alfano. Che, dicono i tg, è andato in val di Susa a sorpresa – nella giungla, col machete? Nei telegiornali tutti decantavano il suo coraggio». Domanda al pubblico: «Ma voi mangiate i bambini come facciamo noi comunisti? Mangiate gli alfani? Sapete, noi dell’Italia centrale abbiamo di voi del nord una visione barbarica, e quando ho sentito che Alfano era venuto qui – non senza scorta, ma coraggiosamente – mi son chiesto: ma cosa gli fanno, agli alfani, lassù? C’è la Sagra degli Alfani? Se li mangiano?». Alfano in val Susa: «Il muso duro dello Stato, cazzo. E io che credevo che lo Stato non ci fosse neanche più, che fosse andato tutto quanto a puttane insieme all’ex presidente del Consiglio». E invece: «Alfano dice: noi la Tav la faremo, nonostante le Brigate Rodotà».
Già, perché poi a Rodotà hanno dato del quasi-fiancheggiatore del terrorismo, per aver preso le difese della valle di Susa. Vauro: «Difatti son venuto qui speranzoso: ‘sta a vedere che ci sono ancora le Brigate Rosse, in val di Susa. Roba di quando avevo ancora i pantaloni a campana e c’erano i Pooh! Dico: ma io vado a fare un bel revival. E invece qui non vedo nessun brigatista, nessun passamontagna: che delusione». Tornando ad Alfano: «Vi ricordate quando la maestra vi spiegava che lo Stato siamo noi, tutti insieme? Bene, Alfano è venuto e dirvi: lo Stato sono io, tiè. Lo Stato sono io, non voi, perché – nonostante voi – noi faremo la Tav. E allora uno si chiede: chi è questo Stato? E cosa rappresenta, oltre ad Alfano?». Le risposte vanno cercate all’Ilva di Taranto, a Lampedusa, alla Fiat di Pomigliano. Luoghi dove lo Stato «sembra rappresentare un intreccio fortissimo di interessi finanziari, criminali ed economici». E’ la stessa concezione delle famigerate grandi opere, che dovrebbero modernizzare il paese e creare lavoro, in una repubblica dove l’Aquila è ancora com’era il giorno dopo il terremoto, e dove basta un giorno di pioggia per provocare alluvioni e morti. «La grande opera che serve? La manutenzione del territorio: quella sì che crea lavoro, tanto e utile, anche su scala locale».
Dunque, se una popolazione come quella valsusina «si ribella a una devastazione scellerata e pericolosa», uno Stato veramente democratico «si interroga sul perché di questa ribellione». E invece: istituzioni sorde e politica«latitante e connivente con l’intreccio di interessi finanziari e mafiosi che caratterizza tutta la crisi: perché non si salvano i piccoli imprenditori e invece si salva il Monte dei Paschi di Siena?». Siamo il paese che piange perché non ha motovedette ma poi si affretta a comprare gli F-35. E’ uno Stato che non vuole ascoltare, ma la voce di chi protesta arriva lo stesso: «Colpisce vedere le bandiere No-Tav che sventolano anche a Niscemi alle manifestazioni contro il Muos, l’installazione che piloterà i droni che andranno a bombardare, massacrando donne e bambini». Le comunità parlano la stessa lingua, che non è quella dei poteri forti. E vengono boicottate: con la disinformazione, e non solo. «Non a caso, dov’è cominciato tutto lo scorreggiamento sulle nuove Brigate Rosse? Buste con proiettili: non so chi le abbia mandate, ma sono vecchio abbastanza per ricordare. Mi son chiesto: strano che non si siano firmati “falange”, data la fantasia dei servizi. C’è qualcuno che da trent’anni, quando fa queste cose, si firma “falange armata”». Quindi, attenzione: «Non fatevi rinchiudere in un ring, non accettate di dare battaglia in un “piccolo cortile”: è quello che gli avversari vogliono, per ridurre la questione al solo piano militare». Vale anche per molti giornali, sempre a caccia di mostri: «Peccato che è morto Bin Laden, sennò era qui: un perfetto No-Tav».